ultimi post su iobloggo.com Supporta iobloggo.com!
scheda blog  aggiungi ai preferiti 
03/03/2008

Infection - Chihiro Onitsuka

Non riesco a smettere di ascoltare questa canzone :)
Non ne comprendo le parole eppure sembra entrarti dentro e colpirti dall'interno!
  
postato da ainu alle 14:40
in Video | Voto:: 0 ( + / - ) | 7 commenti
17/01/2008

Io sono leggenda

Io Sono Leggenda
    New York, anno 2012, il genere umano sembra sull’orlo dell’estinzione a causa di un virus. I sopravvissuti si sono trasformati in creature notturne assetate di sangue tranne uno… il dottor  Robert Neville (Will Smith) immune al virus, unico essere umano a vivere alla luce del giorno, costretto a temere la notte. I presupposti per un bel film ci sono tutti, la storia anche se non originalissima sembra promettere bene e, Will Smith come protagonista dovrebbe garantire sulla sua bontà. Guardando il trailer vengono in mente i numerosissimi film che condividono temi simili, da Zombie a Resident Evil. La lista di titoli che riguardano virus pericolosissimi in grado di minacciare il mondo poi non si contano. La sensazione di andare a vedere qualcosa che apparirà come "già visto" è forte. Sarà possibile creare qualcosa di nuovo ed avvincente su un argomento tanto battuto? La risposta semplice è "si", tutto è possibile, basta una buona sceneggiatura ed un valido regista! Non siamo affatto di fronte alla solita americanata tutta effetti speciali e poca sostanza. Il tema viene sviscerato in modo profondo, psicologico, molto più di quanto ci si potrebbe inizialmente attendere.

Io sono leggenda ha un ritmo forse un po lento ma perfettamente adatto all’ambientazione e al senso di solitudine che si vuole rappresentare. Ottima la prova di Will Smith come unica figura sullo schermo per gran parte del film, davvero interessanti le piccole paranoie derivanti dalla situazione di estremo disagio in cui si trova a vivere. Il meccanismo con cui si forniscono informazioni sulla storia mediante piccoli particolari e l’utilizzo di flashback è perfettamente riuscito, man mano che si va avanti nella visione si ha l’impressione di riempire di tasselli un complicato puzzle. Dubbi e particolari incomprensibili, situazioni inverosimili… tutto destinato a chiarirsi, tutto trova una valida spiegazione. Attenzione, le nostre memorie su film simili potrebbero spingerci a fare delle assunzioni che poi si riveleranno errate, troppo facile ad esempio pensare che creature/uomini assetati di sangue sia sinonimo di creature stupide. La tensione che si prova in alcune scene è tarata in modo tale da favorire l’immersione dello spettatore, può risultare a tratti quasi opprimente.

Gli effetti speciali e le scene d’azione sono presenti ma fungono solo da contorno al dramma dell’uomo rimasto solo con un cane in un mondo da incubo.
La scenografia è eccezionale, più volte ci si trova a chiedersi come abbiano fatto a rappresentare una città completamente vuota e distrutta in modo così verosimile.
Ogni particolare, persino il più insignificante può rivelarsi fondamentale per la piena comprensione di quanto sta accadendo e soprattutto di quanto già accaduto. Una cura del dettaglio davvero certosina da parte del regista Francis Lawrence.

Difficile andare oltre senza svelare particolari chiave della storia. Null’altro da dire se non: "Andate a vederlo al cinema". Guardatelo con attenzione e, se siete in gruppo, alla fine provate a confrontarvi sui particolari del film, potreste trovare i piccoli pezzi del puzzle che ancora vi mancano per completarlo :)

Titolo originale: I Am Legend
Regia: Francis Lawrence

Frase da ricordare: Noi siamo il suo lascito. Lui è leggenda.

 

ATTENZIONE!  SPOILER: Quanto segue potrebbe rivelare tutta o in parte la trama del film.

 

L’interpretazione in chiave religiosa dell’intero film è semplicemente grandiosa, decisamente "illuminante".
Dio concede agli uomini il libero arbitrio, essi possono agire come vogliono, sono artefici del proprio destino. Gli uomini migliorano nella scienza e nella tecnica, si sostituiscono a Dio nella creazione e manipolazione della vita anche se solo in buona fede: modificano un virus per combattere i tumori. La cura sembra avere del miracoloso ma succede l’imprevisto, il virus muta e si diffonde fra gli uomini minacciando la loro estinzione. Recita una frase nel film: Non è stato Dio a fare questo, siamo stati noi…
Ma Dio non può permetterlo, non può accettare la totale distruzione del genere umano e pianifica un disegno portatore di salvezza. La morte della famiglia del dottor Neville ha fatto si che egli rimanesse nel punto zero per portare avanti la sperimentazione su una possibile cura. Non si tratta di vero sacrificio, in un test la moglie è risultata positiva al virus: probabilmente lo stato iniziale dell’infezione. La loro morte potrebbe solo essere stata anticipata di alcuni giorni.  Poi dopo 3 anni di vita e ricerca scientifica in solitudine Neville perde il suo amato e fidato cane… il già provato stato mentale si avvia al crollo e decide di suicidarsi.
No, anche questo Dio non può permetterlo, vanificherebbe il progetto di vita per il genere umano a pochi giorni dal suo compimento, ad un passo dal ritrovamento della cura. Quindi fa si che due sopravvissuti ascoltino quasi per caso la trasmissione radio del dottore e giungano a New York giusto in tempo per salvarlo. Gli concede un giorno in più, quasi a restituirgli quanto tolto alla sua famiglia 3 anni prima. Un giorno per riscoprire il contatto umano, un giorno sufficiente a trovare il germe della speranza per il futuro degli uomini.
Infine il sacrificio fondamentale per garantire la diffusione di questa speranza.
E grazie a questo sacrificio, il dottor Neville diviene leggenda.

 

postato da ainu alle 22:11
in cinema | Voto:: 0 ( + / - ) | 3 commenti
12/01/2008

Dragonlance Movie in arrivo :)

Dragonlance Movie DVD

   Circa un paio di anni fa iniziarono a circolare voci sulla realizzazione di un film basato sulla saga fantasy di Dragonlance, ciclo scritto a partire dalla metà degli anni ottanta da Margaret Weis e Tracy Hickman. Con il tempo vari particolari si aggiunsero e le semplici voci divennero realtà. Finalmente avremo la possibilità di vedere sullo schermo gli eventi e i luoghi che hanno appassionato milioni di lettori in tutto il mondo. Grande attesa per un evento eccezionale, almeno per gli estimatori di Dragonlance. Il Signore degli Anelli ha dato nuova linfa al genere fantasy, ha dimostrato che film di questo tipo possono costare molto ma, se ben realizzati possono fruttare incassi da record.
 
Grandi aspettative quindi. Aspettative purtroppo parzialmente deluse :(
 

   Innanzitutto non si tratta di un vero e proprio film, non un live-action, insomma niente attori in carne ed ossa. Solo un film di animazione, magari sarà anche ben realizzato ma… è pur sempre un cartone animato. Sembra conterrà un misto di animazioni 2D e 3D, probabilmente personaggi 2D che si muovono su sfondi 3D molto dettagliati. Evidentemente i produttori non si sono fidati dell’importanza di Dragonlance, non hanno scommesso sul suo successo ed hanno deciso di spendere meno, molto meno.
Inoltre proprio non si parla di cinema, il film uscirà esclusivamente in DVD il 15 gennaio (in USA, Canada e Messico).

   Almeno dal punto di vista del doppiaggio le cose vanno meglio, alcuni attori noti presteranno le loro voci ai personaggi: Michael Rosenbaum per Tanis Mezz’Elfo, Kiefer Sutherland per Raistlin Majere, Lucy Lawless per Goldmoon etc etc. Ovviamente nella versione localizzata per il nostro mercato (quando uscirà) udiremo i relativi doppiatori italiani.

Il film (di circa 90 minuti) coprirà gli eventi del primo volume delle cronache:
I draghi del crepuscolo d’autunno (Dragons of Autumn Twilight). Speriamo riesca a rendere al meglio quanto avviene in questo primo libro della saga. La regia è di Will Meugniot.
Non rimane che aspettare il 15 gennaio e… reperire in qualche modo la versione inglese, su amazon c’e’ già il DVD in prevendita ($14.99). Non credo di poter attendere l’uscita della versione italiana :)
 

Non mancherò di scrivere una mini-recensione non appena avrò modo di vederlo. Speriamo bene…

Aggiornamento!
Film Visto, scritta la recensione :) La potete trovare QUI

Alcune risorse web relative a Dragonlance:

 
postato da ainu alle 18:54
in varie | Voto:: 0 ( + / - ) | 4 commenti
06/01/2008

Epifania: cos'è e perché si festeggia

Adorazione dei Magi del Beato Angelico e di Filippo Lippi    Il 6 gennaio si festeggia l’Epifania, molti si riferiscono a questo giorno con il termine "befana". Perché è festa? Cosa rappresenta l’Epifania?

Il termine "Epifania" deriva dal greco epifaneia e significa apparizione, manifestazione Divina. L’evento è importantissimo in quanto si tratta della prima apparizione pubblica di Gesù. E’ una delle massime feste religiose Cristiane e rappresenta tradizionalmente l’adorazione da parte dei Magi: probabilmente sacerdoti zoroastriani, che secondo il Vangelo di Matteo giunsero da Oriente a Gerusalemme esattamente 12 giorni dopo la nascita di Gesù, il 6 gennaio. Nel mondo ortodosso, alcuni usano il termine Epifania per indicare la festa (chiamata anche Teofania) nella quale viene celebrato il battesimo di Gesù nel Giordano.  

 

    Molti si riferiscono all’Epifania con il termine "Befana" e ritengono che questa vecchietta faccia visita ai bambini la notte tra il 5 ed il 6 gennaio per riempire le calze lasciate appositamente appese. Se i bambini sono stati buoni lascia dolciumi, altrimenti le riempie di carbone.

    Come nasce la figura della vecchietta?
Secondo il racconto popolare, i Re Magi diretti a Betlemme, non riuscendo a trovare la strada chiesero informazioni ad una vecchia. Essa indicò loro la strada ma, malgrado le loro insistenze, si rifiutò di accompagnarli. Pentitasi in seguito preparò un cesto di dolciumi e decise di raggiungerli, senza però riuscire a trovarli. Si fermò per ogni casa incontrata lungo il cammino regalando dolciumi ai bambini nella speranza che uno di loro fosse Gesù. Da allora girerebbe il mondo facendo regali per farsi perdonare.

 Il 6 gennaio si festeggia in diversi paesi tra cui: Italia, Austria, Croazia, Spagna, Romania, alcune zone della Germania e della Svizzera. La tradizionale figura della vecchietta che vola a cavallo di una scopa è invece tipicamente italiana.

 

Filastrocca:

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
viene e bussa alla tua porta
sai tu dirmi che ti porta?

postato da ainu alle 21:02
in varie | Voto:: 0 ( + / - ) | Un commento
02/01/2008

Buon Anno

Buon 2008
postato da ainu alle 20:23
in varie | Voto:: 0 ( + / - ) | 3 commenti
25/12/2007

Buon Natale 2007

Natale    Semplicemente:

   Buon  Natale

 

A tutti quelli che sono buoni.

 

A tutti quelli che desiderano diventarlo.

 

A tutti quelli che non sono buoni e non desiderano diventarlo ma, rischiano comunque di rimanere contagiati dall’atmosfera del Natale. Questo almeno è quanto che gli auguro :)

 

Buon Natale a TUTTIIIIIIIIII!!!! :)

postato da ainu alle 13:48
in varie | Voto:: 0 ( + / - ) | 4 commenti
23/12/2007

La Bussola d'Oro

bussola d'oro Serata al cinema in compagnia di alcuni amici. La scelta del film è stata dai più considerata “azzardata”, i trailer visti in tv sembravano promettere bene ma, c’era come la sensazione che ci saremmo trovati davanti un film per un target d’età particolarmente basso, adattissimo per i più piccoli ma poco interessante per tutti gli altri. Fortunatamente le previsioni erano errate. Lyra (Dakota Blue Richards) è una piccola orfana che vive in una scuola (un’accademia per la precisione) insieme al suo daimon (nel seguito spiegherò di cosa si tratta). Il suo tutore Lord Asriel (Daniel Craig), valente esploratore nonché rispettato membro dell’aristocrazia britannica, decide di intraprendere un viaggio verso nord, presso le isole Svalbard, allo scopo di investigare su una misteriosa polvere che sembra provenire da altri mondi. Anche l’affascinante Mrs. Coulter (Nicole Kidman), importante membro del Magisterium, mostra un grande interesse verso tale mistero. Quando alcuni amici di Lyra vengono rapiti dagli ingoiatori decide anch’essa di partire verso la terra degli orsi polari in compagnia dei Gyziani. Questo il veloce prologo del film, senza entrare nei dettagli per evitare di svelare troppo della complessa storia. La pellicola è tratta dal libro Northern Light (il primo della trilogia His Dark Materials) di Philip Pullman. Ambientazione vagamente steampunk (in particolare nella prima parte) in un universo parallelo: una sorta di mondo contemporaneo che ha subito una diversa evoluzione sociale e tecnologica, macchine mosse da strani globi energetici e società dominata da un’organizzazione dedita a mantenere intatti i dogmi su cui si fonda l’esistenza e l’organizzazione dell’intero genere umano. Qualcuno ha erroneamente paragonato questo film a quelli della saga di Harry Potter, ma qui ci troviamo di fronte ad un fantasy più adulto e psicologico, complesso e ricco di spunti interessanti. Degno di nota e fondamentale per la storia è il concetto di Daimon di cui si parla sopra, una rappresentazione animale dell’animo umano. Molto simile per certi versi al concetto di “famiglio” dei maghi di alcune ambientazioni fantasy, in questo caso esteso però a tutti gli umani. I daimon appartenenti ai bambini sono instabili così come lo è il carattere del suo proprietario, quando si cresce si acquisisce una propria personalità ed il daimon si stabilizza su una particolare forma. Non oso immaginare quale infanzia abbia avuto il tizio che ne possiede uno con le fattezze di una mantide religiosa. Ottima la caratterizzazione dei personaggi principali, la Kidman in particolare è sublime nelle vesti della malvagia e bellissima Mrs. Coulter. Dal lato tecnico la pellicola mostra una cospicua quantità di ottimi effetti speciali, peraltro necessari a rendere al meglio le ambientazioni e le numerose scene di battaglia con creature di varie specie. Alcune riprese a volo radente sulle città ricreate digitalmente lasciano letteralmente a bocca aperta. Poi l’orso polare Lorek Byrnison che parla e vive come un umano è animato in maniera impeccabile, assolutamente realistico.
Man mano che la storia procede nuova carne viene aggiunta al fuoco, vengono introdotti una miriade di situazioni e personaggi, tutto lascia presagire l’imponenza di quanto dovrà avvenire nel seguito. La bussola d’oro sembra attingere a piene mani da moltissime altre storie, un mix variegato con elementi riconducibili a vari film e libri, è come se per realizzare questa storia l’autore si sia ispirato (in alcuni casi anche pesantemente) a tutto quanto abbia visto o letto. Il risultato complessivo risulta quindi non innovativo ma gradevole, può essere persino divertente scoprire e riconoscere le fonti di ispirazione durante la sua visione. In alcuni casi ci si trova davanti a situazioni risolte in maniera semplicistica, gli esatti avvenimenti o spiegazioni sono demandati all’immaginazione dello spettatore, uno sviluppo maggiormente dettagliato di molti particolari avrebbe giovato non poco alla pellicola, magari anche solo una mezz’oretta in più di approfondimenti (il film dura meno di 2 ore). Si rimane un po delusi nel constatare che, dal momento che si tratta di una trilogia, la storia è bel lungi dal ritenersi conclusa alla fine del film. Ultimo appunto, pur presentando diverse scene di combattimenti è perfettamente adatto ai più piccoli, la violenza non è estrema e praticamente non si vede quasi mai del sangue: una scelta voluta, irrealistica ma pienamente comprensibile. Fortemente consigliato a chiunque voglia godersi una bella storia, diversa dal solito. Speriamo venga girato quanto prima il film sul secondo libro.
postato da ainu alle 14:12
in cinema | Voto:: 0 ( + / - ) | 4 commenti
12/12/2007

Allarme bande nere sui nuovi TV 16:9

   Ultimamente in vari siti e blog sta dilagando questo allarme secondo il quale le bande nere (o fasce nere) che vengono visualizzate dai recenti televisori 16:9 in presenza di segnali 4:3 rimarrebbero impresse sullo schermo, danneggiando quindi irreparabilmente il nuovissimo fiammante (e spesso costosissimo) televisore appena acquistato. I miei dubbi iniziali sull’argomento riguardavano il come fosse possibile che rimanesse impressa l’immagine “nera” di pixel spenti, i miei ricordi di problemi simili che affliggevano i vecchi monitor CRT sono relativi a punti del video sempre accesi e fissi su un determinato colore per un lungo periodo di tempo. Ma qui il problema è opposto: può un elemento grafico (il pixel) che rimane spento per un lungo periodo “abituarsi” a questa condizione e perpetrarla anche in momenti in cui invece dovrebbe funzionare normalmente.
Ho pensato di girare la domanda ad un amico che, essendo un venditore di televisioni LCD e plasma ovviamente 16:9, si trova ad avere nel punto vendita molti di questi apparecchi accesi per diverse ore al giorno. Egli, già da molto tempo al corrente del problema, mi ha risposto che la preoccupazione è più che reale avendo sperimentato la cosa a proprie spese. A quanto pare questo problema delle fasce nere impresse affligge in modo maggiore i pannelli al plasma: le bande nere che si visualizzano ai lati di un’immagine 4:3 si definiscono comunemente “effetto sipario” (proprio perché simile alle tende di un teatro che nascondono i lati di una scena), i pixel che sono stati a lungo inattivi mostrano una spiccata difficoltà a funzionare correttamente nel momento in cui si visualizza un’immagine widescreen, creando di fatto 2 zone leggermente più scure ai lati dello schermo. Per quanto riguarda i pannelli LCD invece il problema è solo “sospetto”, nel senso che al momento non ha rilevato tale comportamento in questi apparecchi. Il danno sembrerebbe irreparabile a meno di non sostituire il pannello, operazione che equivale economicamente a comprare un nuovo televisore. Se lo conosci lo eviti: una volta appurato il problema i negozianti son semplicemente corsi ai ripari ed in presenza di immagini in formato 4:3 attivano una delle funzioni di pan/zoom presenti nell’apparecchio TV in modo da coprire completamente l’area dello schermo.

Molti possessori di TV 16:9 dinanzi a questo allarme sono immediatamente partiti all’attacco delle emittenti televisive chiedendo di fatto l’immediata abolizione delle trasmissioni in formato 4:3 al fine di evitare danni ai loro costosissimi televisori. Sono “sbocciate” qua e la petizioni online, lettere al ministero delle comunicazioni, minacce di future richieste di risarcimento alle emittenti. Ma… dubito che tutta questa attività porterà a qualche risultato. Esprimerò in un prossimo articolo le motivazioni (scaturite da un semplice ragionamento) per le quali le televisioni “popolari” non possono e non vogliono assolutamente trasmettere regolarmente in 16:9, almeno per i prossimi tempi.

Da notare comunque che questo problema non riguarda solo le bande nere a destra e a sinistra ma, anche quelle sopra e sotto l’immagine. I film generalmente non sono in formato 16:9 (1.78:1), vengono girati e proposti in formati diversi: si va dal 1.86:1 fino al 2.33:1 ed oltre (alcune vecchie pellicole arrivano a 2:86:1). La visione continuativa di questi formati senza operazioni di ritaglio e/o zoom per occupare l’intero schermo porta ad avere bande nere orizzontali sopra e sotto l’immagine, anch’esse possono tranquillamente rimanere impresse. Abbiamo poche alternative al riguardo: 1)Lasciare l’immagine così com’è, bande nere comprese. 2)Ingrandire (zoom) l’immagine provocando una sua deformazione. 3) Ritagliare l’immagine e successivo zoom per adattarla allo schermo perdendo parte dell’immagine ai lati. Chi produce i film li destina principalmente al cinema, poco gli interessa che vengano visti anche sui comuni televisori. Guadagnano ovviamente anche con i diritti per la vendita di dvd o per le trasmissioni televisive ma, il loro primo obiettivo rimane sempre e comunque il cinema: l’unico modo per usufruire appieno dello spettacolo offerto da un film.

Quindi rischiare (mantenendo le bande nere) o non rischiare (ritaglio e zoom)? Agli utilizzatori finali la scelta! 

postato da ainu alle 20:58
in tech | Voto:: 0 ( + / - ) | 4 commenti
12/12/2007

Sciopero autotrasportatori: un bene o un male?

Ci sono eventi sociali che hanno una importanza relativa ed eventi, invece, di altissimo rilievo. Questo sciopero degli autotrasportatori che sta letteralmente mettendo in ginocchio l’economia del paese rientra a pieno titolo in questa seconda categoria. Ne è anzi un portabandiera. Mai negli ultimi tempi mi è capitato di assistere ad una manifestazione popolare dagli effetti così vasti. Una vera prova di forza le cui conseguenze sono direttamente avvertibili dall’intera popolazione. Il blocco stradale messo in atto in questi giorni da un esercito di autotrasportatori sta seriamente compromettendo i rifornimenti di benzina ed ogni altro bene di consumo. Anche le industrie manufatturiere a causa della carenza di materie prime sono sull’orlo del blocco dell’attività. Giusto per provare a valutare l’imponenza dell’evento basta pensare al fatto che in Italia l’80% delle merci viaggia su strada. Perché tutto ciò? Tra le cause principali le difficoltà economiche e lavorative degli stessi autotrasportatori, che, a causa di gravi carenze infrastrutturali ed organizzative di tutto il settore del trasporto sono costretti a ritmi di lavoro inumani con tariffe che in alcuni casi rasentano il ridicolo: 1 euro e 30 centesimi il chilometro!! Da qui la protesta in maniera tale che le loro voci siano ascoltate il più possibile, ovvero con un atto dalle proporzioni nazionali. A quanto pare un validissimo espediente per ottenere qualcosa. In fondo gli scioperi funzionano in questo modo, più si da fastidio e maggiori sono le possibilità di ottenere quanto si chiede. Di solito sono molto critico nei confronti dello sciopero in generale, strumento estremamente potente utilizzato spesso a sproposito con richieste che appaiono assurde se viste nel contesto economico italiano. Nessuno invece che scioperi per richiedere l’eliminazione degli sprechi e dei privilegi, nessuno che scioperi per richiedere il licenziamento in tronco di chiunque non si guadagni il proprio stipendio. Queste si che sarebbero richieste di elevatissima utilità collettiva, non vincolate nei confini del proprio personale orticello. Beh d’altronde ognuno è portato a chiedere per se. Come i tassisti che giorni addietro hanno paralizzato il centro di Roma con la loro protesta, ed oggi sono bloccati dalla mancanza di benzina conseguente alla protesta di altri. Ognuno chiede per se, gli uni contro gli altri. Ma torniamo a questo “blocco”, questa protesta che come una meteora sta impattando sulla nostra economia e a breve, mostrerà i suoi effetti nella vita di ognuno. Qualcuno parla di tragedia, non si può rovinare così l’economia di un paese, in particolar modo nel periodo immediatamente precedente le festività natalizie. Dovrebbe essere un periodo in cui tutti si lanciano in folli acquisti. Se gli facciamo trovare gli scaffali vuoti va a finire che la gente non spende e rimane con i soldi in tasca. Eh si, un vero problema! O forse no. Non tutti pensano che questi decantati effetti del blocco stradale siano poi così dannosi.   I servizi di pubblica necessità saranno garantiti con misure d’emergenza. Le difficoltà dei singoli sono in molti casi superabili, non completamente e non da tutti ovvio. Però… a ben pensarci, a fronte di qualche rinuncia potremmo anche realizzare qualche guadagno. Non un guadagno materiale, monetario, bensì morale ed umano. Si rinuncia a qualche decimo di punto percentuale del PIL per imparare qualcosa. Le difficoltà provocate dalla mancanza di uno o più beni possono cambiare alcuni nostri punti di vista, facendoci apprendere importanti lezioni.
Innanzitutto ci fanno comprendere che non siamo onnipotenti, che dipendiamo fortemente dagli altri, dalla società in cui viviamo. Che siamo parte di una comunità, indissolubilmente legati ad essa.
Poi iniziamo a non dare per scontato quanto abbiamo, siamo abituati ad usufruire di moltissime cose in maniera del tutto naturale. Luce, riscaldamento, benzina e cibo solo alcuni esempi. Non pensiamo al fatto che ogni cosa nella nostra vita è un dono. Possiamo vederli come doni divini o che traggono origine dalla società. La loro mancanza, anche se per un brevissimo tempo ci insegna a dire grazie per quanto abbiamo, ad apprezzarlo appieno.
Infine impariamo a rinunciare al superfluo. Le risorse limitate ci impongono delle scelte, dobbiamo valutare l’importanza delle cose, identificare quelle realmente essenziali ed eliminare quanto non rientri in questa categoria. Potremmo essere costretti a cambiare le nostre abitudini. Un po di umiltà condita con della sana razionalità.

Ok, è facile fare questi discorsi perché ritengo che la crisi rientrerà in tempi più o meno brevi. I numerosi aspetti negativi di questa situazione sono indubbi, ho voluto semplicemente soffermarmi suoi pochi, rari, ma comunque presenti, aspetti positivi. Mi rendo perfettamente conto che per molti non è facile pensare ai risvolti morali di una tale realtà, quelli che hanno difficoltà nel lavorare ad esempio. Quel che è certo è che proprio non si doveva arrivare ad una situazione simile. I problemi (di tutti) andrebbero risolti prima di diventare talmente gravi da portare una o più categorie di persone all’esasperazione. La speranza è comunque che tutti torni presto alla normalità, che tutti noi possiamo tornare quanto prima alla nostra vita.


Aggiornamento
A solo poche ore dalla stesura di questo articolo la crisi sembra già finita. E’ stato trovato un accordo che ha permesso l’interruzione dello sciopero da parte di quasi tutte le organizzazioni. Come volevasi dimostrare l’allarme era più mediatico che altro. Questi pochi giorni di trasporti stradali difficoltosi hanno creato solo un minimo di disagi. Allarme rientrato, meglio così. E’ partita invece la fase 2: la strumentalizzazione politica della vicenda, tutti in televisione a prendersi i meriti per le cose buone e ad accusare gli altri per quelle meno buone. Quasi in contemporanea la fase 3: il conteggio dei danni, si parla di due miliardi di euro complessivi, rincari medi per i generi alimentari (dati Istat) del 3,7 per cento con picchi del 30% sul pesce e 20% per la verdura. In pochi giorni finirà anche questa fase e tutti si dimenticheranno di tutto, si penserà ad altro… tutto passa… come sempre.



(Le immagini sono rispettivamente di: Edans, Nettaphoto)

postato da ainu alle 20:50
in Società | Voto:: 0 ( + / - ) | Nessun commento
03/12/2007

LOST (patience)

Lost  
   Appena iniziata la terza serie di questa osannata serie tv. Milioni di estimatori la acclamano in tutto il mondo. Sono ormai migliaia i siti ed i forum sulla rete dedicati a questo famosissimo telefilm. Un vero fenomeno mediatico. Dopo tanta attesa finalmente posso tornare a seguire le vicende dello sfortunato gruppo di naufraghi approdato in questa misteriosa isola sperduta chissà dove nel pacifico. Evviva! Si, questo è il termine che pronunceranno in molti, per quanto mi riguarda sarei più propenso per un termine un tantino diverso: "Dannazione". Non riesco davvero a capire il motivo per cui ogni volta mi ostino a perdere tempo nel guardare questa... strana ed odiosa produzione. Probabilmente il 20% di questa motivazione è data dalla curiosità nel seguire di volta in volta i nuovi eventi e per il restante l'80% dalla mancanza di una vera alternativa in TV: i film "veri" sono ormai rarissimi ed in mancanza di altro si ripiega su qualunque cosa ci propinino, persino Lost. Il mio giudizio su questa serie nel tempo si è evoluto: all'inizio l'ho amata, poi ho iniziato a comprendere i meccanismi messi in atto dagli sceneggiatori per fidelizzare gli spettatori, per attaccarli letteralmente allo schermo e costringerli ad attendere impazientemente la puntata successiva, puntata in cui inevitabilmente la matassa si faceva sempre più intricata e, risolto un dubbio se ne ponevano molti altri. Sceneggiatori che sono dei maestri nell'allungare il brodo e fare ore di filmato sostanzialmente per non dire nulla. Qualcuno obietterà che ogni particolare è essenziale per caratterizzare al meglio i personaggi e comprendere a fondo i risvolti della storia. Questo è indubbio, il fatto è che sfruttando esageratamente questo meccanismo si portano gli spettatori a perdere del tutto l'interesse per i personaggi, fino a dire "chi se ne frega del passato di tizio e caio, speriamo che crepano quanto prima così non pensiamo più a loro". Quando la pazienza si perde del tutto la storia migliore diventa noiosa. Curiosa l'invenzione del grande progetto per cui tutti si trovano in quel posto secondo un disegno superiore che vede i loro destini incrociati e legati indissolubilmente all'isola, quasi un disegno divino. Qualcosa di grandioso che, come un moderno Deus Ex Machina, risulta perfetto per aggiustare ogni cosa e soprattutto per giustificare le incredibili assurdità propinate all'incredulo spettatore. Ma il troppo è troppo, e l'idea risulta esageratamente ambiziosa. L'unica cosa veramente andata perduta dopo la visione di tutte le puntate finora trasmesse è la pazienza. Arrivato a questo punto davvero non so se continuerò nella sua visione, tutto probabilmente dipenderà dal caso, dalla mancanza di impegni il lunedì sera ma anche e comunque dalla presenza o meno di reali alternative in TV. Magari gli do un'altra possibilità, poche puntate ancora per vedere se saprà ancora appassionarmi quest'isola sperduta nell'oceano, ma con un traffico di genti e merci paragonabile al porto di Marsiglia :P

Aggiornamento: Ok, come non detto. I lunedì sera trasmetteranno l’intera serie dei film di Star Wars. Visti e rivisti ma… ovviamente la scelta è scontata. Addio Lost. Come mi è dolce perderti
postato da ainu alle 20:45
in Società | Voto:: 0 ( + / - ) | 2 commenti